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| T.A.V. al Centro Ricerche RAI - Torino |
Il Centro Ricerche Rai di Corso Giambone 68, Torino, da sempre uno dei propulsori delle nuove tecnologie nel settore delle telecomunicazioni, si è avvalso della consulenza di Trans Audio Video in occasione della realizzazione delle nuove sequenze di test per motori di compressione in Alta Definizione. Tale evento, svoltosi a Torino tra il 4 e 12 Dicembre 2006, è stato attuato in stretta collaborazione con EBU. Il tema delle sequenze di test è di grandissimo interesse nella televisione moderna, dato che rappresenta uno dei pochi metodi "ripetibili" per confrontare i diversi approcci alla compressione del flusso dati nativo in Alta Definizione da parte dei vari algoritmi concorrenti per la riduzione della ridondanza numerica.
E' possibile affermare che le sequenze (sebbene in contesti più ampi) svolgono lo stesso compito dei cartelli di test "statici", utilizzati per la valutazione dei parametri qualitativi dei mezzi di ripresa impiegati sia in Definizione Standard, sia in Alta Definizione non compressi. Le sequenze (di durata tipica di 10-15 sec.) devono essere realizzate a partire da condizioni iniziali non compromesse da vizi di origine e, soprattutto, tali da riprodurre fedelmente le condizioni di definizione, frame rate, contrasto, cromaticità, e dinamicità progettate nel set ideato per la particolare condizione ipotizzata.
La fase esecutiva di questo ambizioso progetto ha visto l'Ing. Massimo Visca e Giancarlo De Biase del Centro Ricerche ed Innovazione tecnologica della Rai agire come polo di attrazione per un team internazionale di specialisti di settore: per la parte ottica l'Ing. Sergio Brighel di Trans Audio Video/Canon, per la parte di acquisizione Francesco Intiglietta e Ian Sheldon di Sony, per la Fotografia Jacek Zygadlo della Televisione Pubblica Polacca e come supervisore dell'EBU, a certificazione dei risultati ottenuti, Hans Hoffman. Nella realizzazione di sequenze di riferimento il problema principale è quello di partire da uno strumento campione che di per sè non introduca distorsioni significative. Il problema in questo caso non è stato di semplice valutazione, dato che lo scopo del progetto era quello di creare immagini "difficili", in grado di portare al limite un algoritmo di riduzione della ridondanza numerica. La telecamera prescelta per questo compito è stata la Sony in Alta Definizione HDC-1500, in grado di poter acquisire sia in 1920x1080 25p, 50i, 50p e in 1280x720 25p, 50p. Per la parte ottica la scelta ha preferito inevitabilmentel la splendida serie Canon di Primes in Alta Definizione FJS: 5mm, 9mm, 14mm, 24mm, 35mm, 55mm, corredate da un Mattebox cinematografico fornito dalla stessa Trans Audio Video. Occorreva infatti non introdurre aberrazioni variabili con il punto di lavoro (in particolare, tutti gli zoom, nessuno escluso, presentano una "modulazione" del comportamento aberrativo al variare della lunghezza focale. E tale variabilità, seppur lievissima come nel caso dei Canon HD-EC, non sarebbe comunque adeguata in un contesto come quello della realizzazione di sequenze di riferimento). Tali ottiche oggi rappresentano senz'altro lo stato dell'arte per quanto riguarda l'acquisizione in Alta Definizione, e per darne un'idea, dai dati tecnici a disposizione ai diaframmi di lavoro (T 5.6), durante la ripresa delle sequenze si era prossimi ad una MTF del 100% su tutta l'area del target con aberrazioni cromatiche e distorsioni geometriche prossime a zero per tutte le focali impiegate (24mm, 35mm, 55 mm)! Per le varie sequenze è stato allestito un set in interni i cui oggetti componenti rispondevano a precise caratteristiche cromatiche, di dettaglio e di contrasto. Sono stati realizzati alcuni target (adatti ad un'analisi solo qualitativa) a scacchiera sia in bianco/nero, sia sulle tonalità dei colori primari - discutendo poi sul loro posizionamento all'interno del set - così come sono stati inseriti elementi di movimento traslazionale e rotativo su diversi assi spaziali. Anche in questo caso la progettazione del set è stata realizzata in modo da poter inserire i vari gradi di movimento progressivamente, al fine di studiarne l'impatto sulle caratteristiche dei vari algoritmi di compressione. Grande attenzione è stata posta sul dimensionamento spaziale del set, al fine di renderlo compatibile con la Profondità di Campo ottenibile nelle particolari condizioni di ripresa. A tal fine è stato impiegato più volte l'apposito calcolatore presente on-line sul sito web della TAV per avere misure immediate di tale parametro e adeguare immediatamente il set alla terna di lavoro "Distanza di messa a Fuoco, Lunghezza Focale, T-Number" impiegata. Una seconda fase delle riprese in interno ha visto l'impiego di una modella al fine della valutazione della riproduzione degli skin tones e dei dettagli somatici di un viso attraverso i vari motori di compressione. Altre riprese sono poi state effettuate in esterni utilizzando come ambientazione il "laghetto" presente all'interno del complesso del Centro Ricerche.
Il lavoro effettuato si è svolto in un clima di assoluta cooperazione e di grande rigore tecnico. Un grande ringraziamento da parte di Trans Audio Video è ancora una volta rivolto all'Ing. Massimo Visca per l'invito a partecipare a tale evento e per l'ospitalità durante i giorni delle riprese. I ringraziamenti, naturalmente, sono estesi al Dr.Stroppiana, responsabile della Struttura, ed a Giancarlo De Biase. T.A.V. ha confermato ancora una volta di essere in prima linea accanto alla RAI non solo per la consueta opera di promozione commerciale dei propri prodotti, ma soprattutto come partner tecnico per operazioni di ricerca pura e di sviluppo di nuove tecnologie.
CENTRO RICERCHE ED INNOVAZIONE TECNOLOGICA RAI - TORINO Corso Giambone, 68 Torino [link1]http://www.crit.rai.it[/link1][link2]Crit Sito Ufficiale[/link2]
Data Inserimento: 19/12/2006 |
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